Processi in Camera Oscura | Experimenta
Darkroom Process | Experimenta
Fascino di antiche alchimie, magia della camera oscura: sporcarsi le mani per dare forma alle idee.
The charm of ancient alchemies, the magic of the darkroom: getting your hands dirty to give shape to ideas.
Al confine tra realtà e fantasia
Note dell’autore sulla galleria:
“Darkroom Process”
Una ricerca costante dall’analogico al digitale
Le opere presentate in questa galleria risalgono agli anni ’80 dello scorso secolo e nascono dal lavoro alchemico in camera oscura. Non si tratta però di una celebrazione della nostalgia analogica, ma della testimonianza di un’indagine interiore tra il fantastico e l’inconscio che ancora oggi anima la mia ricerca creativa.
Da sempre, ho sentito la necessità di scardinare la realtà visibile, spinto dalla curiosità di immaginare mondi differenti e accettabili nella loro diversità. Se quando ho realizzato quelle immagini questa urgenza espressiva richiedeva complessi e faticosi passaggi manuali, oggi trova nell’immagine digitale un mezzo potenzialmente molto più malleabile per concretizzare le medesime fantasie. Tecniche diverse, ma lo stesso identico spirito: muoversi oltre il reale per esplorare l’infinito ventaglio delle possibilità.
Visioni di Mondi Alternativi
Un’indagine su paesaggi immersi in un’atmosfera aliena. Se a un primo sguardo queste immagini possono trasmettere un senso di alterazione innaturale, col tempo rivelano una loro intima armonia, spingendo la mente ad accettare che esistono infinite possibilità oltre ciò che consideriamo “reale”.
La tecnica: Gli scatti originali sono stati realizzati su diapositiva a infrarosso a colori, sfruttando il tipico effetto Wood che rende rossa la vegetazione. In fase di stampa artigianale su carta colore ho poi invertito i passaggi cromatici per far tornare l’erba verde: un punto di ancoraggio con la visione reale che rende ancora più stimolante l’inversione delle luminosità nata dal passaggio da positivo a negativo.
Armonia in infra-rosa
Il fascino particolare della ripresa su pellicola infrared in bianco e nero per qualche recondito motivo suggeriva l’esigenza di essere reinterpretato attraverso una delicata variazione cromatica. L’immagine si tinge di un tono rosa morbido, sospeso in un altro tempo ed in uno spazio avvolgente, che trasforma l’immagine in una visione quasi onirica.
La tecnica: La fotografia è stata stampata in camera oscura su carta colore, applicando una meticolosa e opportuna filtrazione manuale per deviare il bianco e nero verso la tonalità calda e morbida del rosa.
3 meno 10 del mattino
Una serie nata da una forte urgenza catartica in un periodo di profondo stress lavorativo. Sul piano dell’inconscio, queste composizioni cupe e drammatiche sono state lo strumento fondamentale per esplorare, elaborare e infine superare quelle angosce che mi attanagliavano, permettendomi di uscirne liberato attraverso l’atto creativo.
La tecnica: Un lavoro di pura manipolazione analogica e stratificazione in cui ogni tipo di intervento era concesso al di la di qualsivoglia limite canonico. Le atmosfere inquietanti da incubo sono state ottenute attraverso interventi manuali, ritagliando e unendo elementi da altre immagini recuperate dal mio archivio personale spesso tra quelle nelle quali c’era qualcosa di interessante ma ancora con un senso di incompleto.
On the Border Between Reality and Fantasy
Author’s notes on the gallery:
“Darkroom Process”
A constant journey from analog to digital
The works presented in this gallery date back to the 1980s and are the result of alchemical darkroom experimentation. However, this is not a celebration of analog nostalgia, but rather the testament to an inner exploration between the fantastic and the unconscious that still drives my creative research today.
I have always felt the need to disrupt visible reality, driven by a curiosity to imagine different worlds and to accept them in their diversity. While this expressive urgency required complex and exhausting manual steps when I created these images, today it finds in the digital image a potentially much more malleable medium to give shape to those same fantasies. Different techniques, yet the exact same spirit: moving beyond reality to explore the infinite range of possibilities.
Visions of Alternative Worlds
An exploration of landscapes immersed in an alien atmosphere. While at first glance these images may convey a sense of unnatural alteration, over time they reveal an intimate harmony of their own, prompting the mind to accept that infinite possibilities exist beyond what we consider “real”.
The technique: The original shots were taken on color infrared slide film, taking advantage of the typical Wood effect that turns vegetation red. During the manual printing process on color paper, I inverted the chromatic steps to turn the grass back to green: an anchor point to the real vision that makes the inversion of luminosity, born from the transition from positive to negative, even more stimulating.
Harmony in Infra-Pink
The unique charm of black-and-white infrared film photography, for some hidden reason, suggested the need to be reinterpreted through a delicate chromatic variation. The image takes on a soft pink tone, suspended in another time and within an enveloping space, transforming the image into an almost oneiric vision.
The technique: The photograph was printed in the darkroom on color paper, applying a meticulous and appropriate manual filtration to shift the black and white toward the warm and soft hue of pink.
Ten to Three in the Morning
A series born from a powerful cathartic urgency during a period of deep work-related stress. On the level of the unconscious, these dark and dramatic compositions were the fundamental tool to explore, process, and finally overcome those anxieties that held me in their grip, allowing me to emerge liberated through the creative act.
The technique: A work of pure analog manipulation and layering, where any kind of intervention was allowed, beyond any conventional limit. The unsettling, nightmare-like atmospheres were achieved through manual interventions, cutting and combining elements from other images retrieved from my personal archive—often from those that held something interesting but still felt incomplete.








