Giuliano

L’immagine rovesciata di una fila di auto che correvano sulla superficie dell’armadio di fronte alla finestra della camera, dovuta ad una piccola fenditura sugli infissi, poi mio padre, che per calmare la mia curiosa insistenza di bimbo, mi prende in braccio e mi porta nella sua improvvisata camera oscura, dove rimasi incantato dalla lenta e magica apparizione di un mio ritratto su un foglio di carta bianco. Ecco, questi sono tra i pochissimi vividi ricordi che ho dei primi quattro anni della mia vita, quando abitavamo in un vecchio appartamento sulla ferrovia tra la stazione di Modena e la casa natale di Enzo Ferrari, oggi museo. Già da allora e in seguito quando ci trasferimmo nel Comune di Venezia, poiché i miei genitori erano artisti ed insegnanti di disegno e storia dell’arte, la mia casa è sempre stata piena di immagini e creazioni artistiche, tanto che ho sempre pensato fosse una cosa normale. In realtà ho realizzato solo in seguito quanto sia stato importante aver avuto la grande fortuna di godere di questo formativo privilegio. Probabilmente tutto questo ha contribuito a stimolare in me l’innata curiosità e l’interesse per la sperimentazione nei confronti dell’immagine. Poi il resto è stato studio, ricerca, tecnica, realizzazioni, lavoro etc... in altre parole... vita.

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